La colazione: un dolce piacere

maggio 2nd, 2009 by admin

sala-comune-colazione2La colazione è uno dei momenti più importanti della giornata che la vita frenetica e gli impegni lavorativi  impediscono spesso di gustare.

Noi pensiamo che la colazione sia un vero e proprio rito, da celebrare in tutta calma e in allegria. Quindi, prendete posto all’ombra del gazebo, fatevi solleticare dal venticello fresco del mattino…e lasciatevi tentare dai gustosi prodotti locali.

Le marmellate fatte in casa con frutta biologica: la cotognata, la mostarda d’uva, la marmellata di arance e mandarini, la marmellata di fichi, di pesche, di susine…e accompagnatele con fette biscottate o con pane fresco.

Assaporate il “pasticciotto” alla crema o al cioccolato, che è una vera delizia del palato. Il pasticciotto è un dolce tipico della provincia di Lecce ed è composto da pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno. Nasce nel 1745 in un importante centro culturale salentino, Galatina, e da allora ad oggi sono state proposte tante varianti a questo dolce che ha contribuito a rendere famosa la tipica cucina Salentina. Spennellato di albume d’uovo prima della cottura in forno, il pasticciotto raggiunge la sua tipica doratura ambrata e lucida. Va consumato ancora caldo per rendere al palato tutte le migliori peculiarità del suo sapore: il profumo della crema e la consistenza della pasta frolla appena sfornata.

Le pitteddhe, un dolce salentino povero ma molto gustoso, farcite con mostarda (confettura di uva da vino). Anticamente si conservavano nelle capaseddhe, ovvero, contenitori di terracotta smaltata.

Altre prelibatezze sono: i biscotti alle mandorle, i mustaccioli,  i dolcetti di pasta di mandorla, i cornetti, le torte fatte in casa…e, su richiesta, anche i dolci per celiaci.

Avete a disposizione yogurt, cereali, succhi e frutta fresca…ad agosto non fatevi sfuggire i fichi…ce ne sono in quantità e di varietà diverse!!

http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2010/11/25/ed-ecco-le-varieta-di-fichi-salentini/

Potete avere caffè, tè, tisane, latte, latte macchiato, espressino, caffè d’orzo,il cappuccino …abbondante, cremoso e con una spolverata di cacao che vien voglia di chiedere subito il bis!

torte

biscotti

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maggio 2nd, 2009 by admin

La struttura

Il b&b Almacanto è una casa rurale anni Trenta, ristrutturata di recente, situata nella zona alta dell’entroterra di Gallipoli, sul dorso delle Serre Salentine.

La struttura offre ai suoi ospiti quattro stanze, di cui una è un monolocale con angolo cottura, arredate con cura, nel rispetto della tradizione salentina. I letti sono in ferro battuto, gli armadi e i comodini sono per la maggior parte pezzi dell’800 restaurati da poco.

Le camere sono ampie,  accoglienti e luminose. Ogni camera è indipendente ed ha una porta-finestra che si affaccia sulla campagna, dei tavolini e un riparo dal sole. Tutte le camere sono dotate dei principali comfort: tv, connessione wi-fi gratuita, minifrigo, aria condizionata (caldo-freddo), bagno privato. Abbiamo deciso di dedicare ogni stanza agli elementi della natura associandoli a dei colori:  aria (giallo), fuoco (rosso), azzurro (acqua), verde (terra).  I bagni sono molto grandi e decorati a tema. Troverete sempre un mazzetto di lavanda a rendere più gradevole l’atmosfera.

La colazione, d’estate, viene servita all’esterno, sotto il gazebo o ai tavolini delle camere, secondo i vostri gusti, nel resto dell’anno all’interno, nella sala.

Accoglienza e ospitalità

L’ospitalità salentina è proverbiale, forse per un retaggio culturale che discende dai Greci, per i quali l’ospite era sacro. Qui troverete accoglienza, disponibilità e cortesia.

Appena arrivati al b&b, dopo le operazioni di rito, potrete gustarvi un caffè, un tè o un succo di frutta, e se volete,vi daremo tutte le informazioni necessarie per vivere il Salento a 360°: mappe, delle monografie sul Salento….abbiamo una libreria ben fornita di saggi, guide e letteratura a vostra completa disposizione!…e  poi vi daremo dei suggerimenti sugli itinerari più interessanti dal punto di vista naturalistico, enogastronomico e artistico-culturale.

Faremo del nostro meglio per rendere la vostra vacanza indimenticabile!

Vita in campagna

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Il b&b Almacanto è circondato da due ettari di terreno, in cui crescono spontaneamente le piante autoctone, tipiche della macchia mediterranea, la lavanda, il rosmarino, il timo, la salvia, l’elicriso…gli ulivi secolari, le querce, i pini, i fichi, le acacie, i mandorli.

I colori e i profumi della campagna cambiano ad ogni stagione: se venite in primavera il colore dominante è il verde, il bianco dei mandorli in fiore, il rosa-fucsia degli “alberi di giuda”, i colori pastello delle fresie, dei narcisi, dei gerani, del cisto, il giallo tenue della santolina, della camomilla e dell margherite, il lilla della salvia, della lavanda e del rosmarino…

D’estate, l’erba è imbiondita dal sole, ma i colori dei fiori sono accesi: il giallo delle lantane, il fucsia delle bouganville e dei gerani, il bianco, il rosa e il rosso degli oleandri, il bianco del gelsomino, il rosso degli ibiscus, i colori vivaci dei fiori dei fichi d’India, il bianco e il lilla dei fiori del cappero.

Nel periodo autunno-inverno, ad anni alterni, si dà avvio alla raccolta delle olive…abbiamo circa 100 alberi di ulivo! La modalità di raccolta è duplice: direttamente dall’albero, con l’aiuto di pettini, per ricavare l’olio extra vergine, o dalle reti disposte intorno ai tronchi. Abbiamo diverse varietà di olive: “Ogliarola leccese”, “Cellina di Nardò” o “Saracena”. È un lavoro lungo e faticoso…ma che dà tante soddisfazioni.

Tra giugno e luglio si raccolgono le mandorle verdi, i gelsi, le pesche, le albicocche, i capperi.

Ad agosto si possono gustare i fichi, ne abbiamo di tante varietà! I fichi che non vengono mangiati  freschi vengono essiccati al sole, adagiati sui cannizzi, piani di canne intrecciate che consentono  l’areazione anche dalla parte inferiore. Dopo pochi giorni i fichi diventano di colore  scuro e quindi si procede ad inserire in ognuno una mandorla e ad aromatizzarli con cannella, semi di finocchio e alloro. I fichi così farciti vengono cotti nel forno. La conservazione avviene in recipienti particolari detti capasoni, ben pressati e schiacciati in strati per non lasciare entrare l’aria.

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Trulli e cisterne  nel b&b Almacanto

La struttura conserva al suo interno le costruzioni di pietra tipiche del territorio salentino: i muretti a secco, le cisterne per la raccolta e la conservazione dell’acqua e i furnieddhi (trulli).

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Le maestose costruzioni trulliformi che punteggiano il paesaggio salentino sono testimonianza della civiltà contadina. Isolate o in coppia, di forma conica o quadrata, la tecnica costruttiva a secco si è tramandata di generazione in generazione. Le costruzioni a secco (dette furni, furnieddhi o pagghiàre) rappresentano l’ultima fase dell’evoluzione della capanna preistorica. All’inizio la capanna era realizzata solo con rami e frasche; poi seguì una fase in cui fu realizzato il perimetro in pietra e la copertura con tronchi e frasche, per approdare poi ad un’ultima fase con costruzioni interamente in pietra. È possibile distinguere due tipi di furni: i furnieddhi,  semplici ripari per la pioggia o la calura estiva e per depositare gli attrezzi agricoli; le pagghiare che fungevano anche da abitazione.

Nel primo caso la costruzione è semplice; le pietre vengono sistemate ad incastro formando delle circonferenze il cui raggio si restringe sempre più, fino a chiudere il trullo (truddhru) con una sola grande pietra (chiànca). Nel caso delle pagghiare, la tecnica costruttiva è più complessa; in questo caso vengono realizzate due murature, una interna e una esterna, che creano così un’intercapedine colmata poi con pietrame e terra. In questo caso veniva realizzata anche una scala esterna che portava al tetto, utilizzato per far essiccare al sole i prodotti della terra. L’ingresso ai furni è basso ed è l’unico elemento che ha maggiormente risentito di cambiamenti col passare del tempo; all’inizio si presentava con due elementi verticali come stipiti e uno orizzontale come architrave. Successivamente, quest’ultimo è stato sostituito prima da due blocchi monolitici che richiamano il triangolo di scarico e poi da un piccolo arco (fonte: www.salentu.com)

I muretti a secco

Il Salento è una terra carsica bruciata dal sole che abbonda di materiale pietroso. Assoggettare questa terra è stato per i contadini un compito durissimo; per renderla coltivabile è stato necessario “ripulirla” dalle pietre che sono state così accumulate (specchie) o messe ai bordi dei campi, fungendo come limite del campo stesso. Il cumulo ha poi assunto un aspetto definito con forma e dimensione, diventando un elemento caratteristico della campagna salentina, al punto da richiedere una persona specializzata nella sua costruzione, “lu paritaru”.

La tecnica costruttiva è molto semplice; si realizza una base composta di due file parallele di pietre grosse e con forma quasi regolare. Su questa base saranno sistemate le altre pietre cercando di giustapporre le facce in modo da dare una certa omogeneità all’insieme, riempiendo il più possibile gli spazi vuoti. Una volta raggiunta l’altezza desiderata, la copertura veniva realizzata con lastre di pietra più regolare. Alcuni muri hanno nella parte alta un elemento caratteristico denominato paralupi. Si tratta di un cordolo fatto con pietre piatte che sporgono verso l’esterno, per impedire agli animali selvaggi di arrampicarsi e penetrare nei recinti che custodivano conigli e galline. Il muro a secco ha assolto non solo la funzione di delimitare le proprietà (chiusure), ma anche di difesa del territorio, basti pensare alle specchie per l’avvistamento o ai muri di fortificazione d’epoca messapica, realizzati con blocchi monolitici enormi e lineari. (fonte: www.salentu.com)

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